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2017 ATTESTATO DI ECCELLENZA HotelsCombined
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Sita nel cuore dell'arcipelago eoliano, Salina fa mostra di sé stagliando le sue alte cime gemelle, Fossa delle Felci e Monte dei Porri, nell'azzurro del cielo e del mare. I due monti, che fruttarono all'isola nell'antichità il nome di Didyme, la "gemellata", sono ciò che resta dei ben sei vulcani ora estinti che diedero origine all'isola – probabilmente la più antica dopo Filicudi. La suggestiva sella di Valdichiesa (290 m slm) li collega, unendoli in un dialogo perenne, vivo, fatto di correnti e di venti, che dona un microclima particolarmente fresco e ricco di umidità e favorisce le colture dei deliziosi prodotti isolani, primi tra tutti i vigneti della deliziosa Malvasia e i capperi, la cui produzione è famosa in tutto il mondo.
Il nome, che trae origine dalle saline del laghetto di Lingua, risorsa commerciale dell'isola fin dall'antichità, evoca già la sua natura legata da un lato al mare, dall'altro alla disponibilità di risorse naturali. L'abbondanza (relativamente alle altre isole) di acqua e di vegetazione la rende particolarmente generosa e godibile, coi suoi profumi, colori e sapori diversi tutto l'anno, immersa quasi in una sorta di "divina" sensualità femminile tutta sua. E se la femminilità dell'isola è tutta in queste sue forme dolci e doppie che si intuiscono dal mare, essa si riflette anche, dal punto di vista mitologico in un forte culto originario delle divinità legate alla fertilità ,e - oggi - nel culto mariano più sentito dell'arcipelago, devoto alla Madonna del Terzito nel Santuario di Valdichiesa (Leni), che la leggenda rappresenta con un campanello nella mano destra grazie al quale la Vergine fece ritrovare miracolosamente una sua icona abbandonata da un monaco eremita sul monte.
Popolata sin dall'antichità, oggi offre agli appassionati di archeologia e di etnologia le grotte scavate nel tufo, visibili a Rinella (Leni), il sito archeologico di Portella (Malfa) e una visita alla sezione archeologica del Museo Etno-antropologico di Lingua (Santa Marina Salina), che ospita i reperti provenienti dai siti di Barone e Portella, tra cui: la Sala dei Pithoi (grandi vasi provenienti dalle capanne del villaggio bronzo dell'età media del di Portella), la Spada in Bronzo, la Collana Micenea, risalente al 1500 a. C.
Tuttavia proprio l'insularità di queste terre ha contribuito a preservarne nel tempo la loro biodiversità e l'integrità della flora, della fauna, del paesaggio, del suolo, lasciandocene apprezzare tuttora i caratteri salienti.
I peculiari aspetti vulcanici, testimonianza dei processi geologici, oggetto degli studi della vulcanologia mondiale, già nel 2000 avevano fruttato alle Isole Eolie l'inserimento da parte dell' dall'UNESCO nella World Heritage List, tra i siti "Patrimonio dell'Umanità". Oggi il costante impegno nella cura del territorio e le politiche energetiche e di gestione dei rifiuti efficaci che consentono sia agli abitanti che ai turisti di vivere al meglio le bellezze naturali, hanno premiato l'isola di Salina, nel giugno 2012, con le 5 vele per la Classifica Guida Blu di Legambiente e Touring Club facendone la capolista nazionale.
Queste caratteristiche fanno delle Eolie e di Salina in particolare un'isola per tutti, dagli appassionati di trekking, con le escursioni alla Riserva Naturale Orientata delle montagne Fossa delle Felci e dei Porri, o lungo il sentiero che dal semaforo di Pollara procede sul fianco del Monte Porri verso Leni, escursioni durante le quali non è infrequente di poter ammirare il volo maestoso del Falco della Regina, una colonia dei quali nidifica sul Monte Porri all'altezza di Filo di Branda o avvistare specie animali o vegetali endemiche; agli amanti del diving che possono trovare, anche con immersioni semplici, nei fondali diversi dell'isola, scenari suggestivi e unici, tra rocce e praterie di Posidonia oceanica, faraglioni sommersi e stelle marine; per soddisfare infine i più esperti vulcanologi con la storia della formazione geologica dell'isola che si offre nelle falesie e perfino negli strati rocciosi visibili dalla strada rotabile.
La bellezza di Salina è stata anche protagonista cinematografica del film il Postino di Massimo Troisi che ne ha celebrato i colori, i profumi e la sua autentica bellezza mediterranea.